Sistemi di qualità. Partnership tra Silvio Granzotto e Punto Netto

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Sistemi di qualità. Partnership tra Silvio Granzotto e Punto Netto

News: Silvio Granzotto, ingegnere meccanico bresciano, con oltre 25 anni di esperienza nei settori Automotive, Tessile e Fonderie. Una carriera che parte subito con la marcia giusta e dopo un brevissimo periodo di prova, nel 1995 Silvio Granzotto diventa l’anello di congiunzione tra la Gnutti Carlo e gli stabilimenti dei clienti americani a Milwaukee e Cincinnati nel settore Truck & Off Road. Nel 2000 passa al Tessile con il ruolo di Direttore di produzione per il Gruppo Santoni. Cinque anni dopo e Granzotto è Direttore di stabilimento alla Gnutti Cirillo, azienda leader mondiale nello stampaggio a caldo e nella lavorazione meccanica dell’ottone e di altri materiali non ferrosi. Nel 2013 torna alla base per intraprendere un nuovo percorso professionale legato alla Qualità presso le aziende della galassia Gnutti Carlo e due anni dopo diventa Direttore Qualità presso la Italo Saleri, azienda leader nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di pompe d'acqua e sistemi di raffreddamento per l'industria automobilistica. In questi anni, Granzotto ha intessuto una fitta rete di relazioni con i principali brand dell’Automotive mondiale da Ferrari ad Aston Martin, da BMW a VolksWagen, da Daimler ad Audi, da Porsche ad Opel, da General Motors a Ford e Psa.

Poi lo scorso aprile in piena pandemia da Covid-19 l’ingegner Granzotto comprende che è arrivato il momento di mettersi in proprio. Puntare su quelle competenze maturate in 25 anni di lavoro in trincea e metterle al servizio dell’industria meccanica per la crescita dei sistemi qualità nelle aziende. Ingegnere come nasce questa idea?

«L’idea nasce 10 anni prima, quando nel 2010 mi affacciavo al mondo della consulenza ritagliandomi del tempo da quelle che erano le mie mansioni, badando bene a non invadere campi che potessero avere legami con le aziende per le quali lavoravo. Nel mondo dell’Industria non c’erano tutte queste competenze ma c’era già una traccia su cui lavorare. Accrescendo le mie skill nel campo dei sistemi di qualità ho iniziato a ricevere sempre più richieste. A quel punto ho capito che bisognava fare una scelta di campo. La qualità doveva restare un riempitivo della mia professione o doveva diventare la mia attività principale. Così decisi che era arrivato il momento di mettermi in proprio».

Lei ha avuto modo di approcciarsi con i grandi brand dell’Automotive americana e tedesca nella sua attività. Quanta qualità c’è nell’Industria italiana?

«L’industria italiana è decisamente piena di qualità. Ma la qualità in Italia non è vista ancora come una attività capace di portare un beneficio, di produrre valore aggiunto. Rappresenta in buona sostanza ancora un costo. La grande differenza che ho visto tra il modo di approcciarsi degli americani e dei tedeschi e il nostro è che noi siamo bravissimi a fare, possiamo dare lezioni a tutti. Ma siamo poco bravi a pianificare. E la pianificazione è tutto. Senza pianificazione cadiamo nel disfacimento e questo è il vero costo che si trova a pagare l’industria italiana. Si deve pianificare e programmare di più se si vuole veramente fare bene. Vede nel mondo della qualità uno dei principali approcci (richiamato anche dalle norme di settore) è quello del PDCA, noto anche come ciclo di Deming, dove al primo step compare la parola “plan”. Senza una accurata pianificazione non si può passare allo step successivo che è quello del “do”, del fare bene. Poi ovviamente serve il “check” che ci aiuta a verificare eventuali anomali di processo e a quel punto si agisce con il passaggio finale “act”. Ecco, l’industria italiana dovrebbe avere sempre ben chiari questi 4 punti cardinali».

Chi è il Quality Manager in una azienda?

«Il Quality Manager deve essere innanzitutto il direttore della produzione (sorride). La qualità non è un corpo avulso dal contesto. Si fa in produzione e non nel reparto specifico dove ci sono persone deputate a controllare la qualità dei processi. Se tutta la produzione non punta alla qualità serve a poco controllare il prodotto per evitare che prima o poi qualche non conformità possa spuntare fuori e limitarne l’invio al cliente finale. Il Quality Manager è a capo di una struttura di sorveglianza e di supporto. Fa sì che vengano rispettate le best practices aziendali. Fa in modo che le procedure vengano rispettate. Ma ogni fase del processo industriale deve essere votata alla qualità. Per questo credo fondamentale investire nella qualità “buona”»


IL CONCETTO DI QUALITA’ IN AZIENDA

Esiste una qualità buona e una cattiva in azienda?

«La qualità buona in azienda è quella preventiva, quella cioè che riesce a prevenire il sorgere di una non conformità. Spesso la qualità è percepita come un costo quando, invece, è la non conformità di un prodotto immesso sul mercato a generare le maggiori diseconomie. La qualità è un valore aggiunto. Ha sicuramente un costo, così come lo è avere i commerciali che girano il Paese o poter contare su una schiera di validi progettisti. Bisogna far si che quella qualità a libro paga mi aiuti a fare prevenzione e non “pompieraggio”, a prevenire i cocci della non conformità interna ed esterna. La qualità deve lavorare in prevenzione per raggiungere un livello universalmente più alto che è quello poi della qualità aziendale».

Come è entrato in contatto con la Punto Netto dell’ingegnere Griso?

«Avendo necessità di eseguire attività di selezione presso gli stabilimenti, avevamo preso la decisione di esternalizzare le attività di controllo qualità per il contenimento delle non conformità e far partire dagli stabilimenti componenti già selezionati e certificati. E scegliere la Punto Netto dell’Ingegnere Gaetano Griso per mettere in piedi una attività in outsorcing per selezioni e controlli rinforzati in assenza di anomalie è stato semplice. L’azienda irpina da anni è una realtà consolidata nell’area industriale bresciana con competenze riconosciute e un team molto radicato sul territorio. Insomma, una azienda che in termini di controlli qualità e controlli non distruttivi sa il fatto suo. Avendo come minimo comun denominatore la qualità ci siamo trovati subito in sintonia».


DA APRILE PARTE UN FORMAT “SOCIAL” PER PARLARE DI QUALITA’ IN AZIENDA

Nelle prossime settimane le strade di Punto Netto e la sua si torneranno ad incrociare per un progetto di partnership che verrà condensato in un format per i canali social dal nome evocativo: “Punto alla Qualità”. Ci vuole spiegare meglio di cosa si tratta?


«Con questo format vogliamo raggiungere quelle zone oscure in cui si trovano ancora impantanati alcuni imprenditori che vedono la qualità come un costo e non come un valore aggiunto. Parleremo di qualità ovviamente nei processi industriali e con strumenti adeguati e metodologie consolidate proveremo a far capire che questo concetto può essere un grimaldello per aprire porte dietro le quali si nascondono la riduzione dei costi, la riduzione degli sprechi e il miglioramento delle prestazioni in termini di processo e di prodotto. Il tutto attraverso un format fresco, snello, immediato che ci auguriamo possa intercettare il favore non solo dei nostri follower ma di tanti altri amici che vorranno allargare le proprie conoscenze. Parleremo di problem solving e 8D, di PPAP e di FMEA, di Early Production Containment e tanto altro ancora. Ma non fatemi spoilerare. Seguiteci e non ve ne pentirete».


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L'azienda

La Punto Netto di Griso Gaetano s.r.l. è una società nata già all'inizio del 1997 nel settore dei servizi alle imprese metalmeccaniche. Le esperienze maturate in un ventennio di lavoro ci hanno portato ad evolverci nell'attività di assistenza tecnica e controlli qualità, compresi i controlli non distruttivi, presso le maggiori aziende del settore automotive.


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